SONO IL SINDACO DELLA MIA CITTA'

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Comune di

ANAGNI


Delega alle

Politiche

Giovanili

SECONDO GIOCO: SONO IL SINDACO DELLA MIA CITTA'

A questo gioco di scrittura creativa possono partecipare tutti i bambini e bambine....
Indossate i "panni" del SINDACO DELLA CITTA' DEI BAMBINI DI ANAGNI e raccontate come vorreste la vostra città ideale, anche prendendo spunto dal vostro territorio. Proponete novità, progetti per bambini, per gli anziani, per i giovani, per gli animali, ecc...

Insomma... tutto dipenderà da voi....

Se fossi il sindaco della città dei bambini…   di Gaetano

Se fossi il sindaco della città dei bambini vieterei l’uso delle auto e regalerei a tutti i cittadini una bicicletta per andare a scuola, a fare la spesa e a lavorare. Mi piacerebbe che tutti fossero tranquilli e felici senza paura di ammalarsi o delle interrogazioni. Vieterei la sveglia prima delle nove e mezza, a scuola andiamo alle 11. Ogni pomeriggio mi piacerebbe che ci fossero nelle strade delle feste con musica e giocolieri e distributori gratuiti di caramelle e gelati su ogni marciapiede.
La città dei bambini è anche la città in cui i nonni sono le persone più importanti. Loro avranno il compito di raccontare a tutti i nipotini come era la nostra città quando erano bambini ma anche le favole che le loro mamme gli raccontavano. La mia maestra dice che non c’è futuro se non conosciamo bene la nostra storia, quindi abbiamo bisogno di loro.


Se fossi il sindaco della città dei bambini…   di Antonio 

Se fossi il Sindaco della Città dei Bambini, chiamerei la mia città, SMILECITY. Tutti i cittadini dovranno essere felici, senza nessuno che litiga. Anche gli animali saranno felici e liberi di circolare in tutte le strade (ma con delle zone precise dove fare i loro bisognini e dove mangiare). Mi piacerebbe mettere tantissime bandierine colorate in tutte le strade e degli striscioni all’ingresso della città con la scritta “Benvenuti a Smilecity, la città del sorriso. Qui è vietato essere tristi”.

Per essere felici ci deve essere lavoro per tutti, scuole ancora più belle e pulite, un ospedale con tanti medici bravi che curano tutte le malattie e il sole tutto l’anno. Ma per essere tutti felici servono anche musica e colore, spettacoli e canzoni. Ecco alcune delle mie idee. Quando il semaforo è rosso, i giocolieri intrattengono gli automobilisti fermi con i loro spettacoli. Le lezioni si tengono non solo in aula, ma anche in giro per la città. Ad esempio le lezioni di storia si possono tenere nei musei, le lezioni di italiano nelle biblioteche, ginnastica e motoria per strada a correre o nella villetta comunale a fare esercizi all’aria aperta. Mi piace tanto la musica classica, la ascolto sempre con mio nonno. Anche i miei amici dovrebbero conoscerla, quindi se fossi il sindaco della mia città dedicherei un giorno a settimana, il venerdì pomeriggio ad esempio, ad ascoltare tutti in piazza, la musica classica suonata da una grande banda in alta uniforme posizionata su un bel palchetto di coloro bianco e rosso. Tutte le altre idee le vedrete una volta che avrò la nomina a sindaco della città dei bambini.


Se fossi il sindaco della mia città…   di Carlo

Se fossi il sindaco della mia città, pianterei un albero grandissimo nel parco. Un albero altissimo. Tra i suoi rami farei costruire una casetta di legno e lì trasferirei il mio ufficio. Perché sull’albero? Perché da lassù riuscirei a controllare tutte le strade, e poi, avere la casa sull’albero è sempre stato il mio sogno nel cassetto. Poi renderei più belle le scuole. Quella che frequento non mi piace tanto. E’ una scuola normale. Vorrei la scuola più moderna. Quindi metterei in ogni aula una piccola scrivania per ogni alunno con la lampada, portapenne e un pc portatile con la stampante. Oltre alle solite materie, gli alunni dovrebbero imparare anche a realizzare oggetti in 3D, muovere robot e creare giochi per il computer. Dalle 10.30 alle 11.30 farei fare la merenda e ricreazione nel giardino.

Se fossi sindaco della mia città regalerei ogni settimana un libro ad ogni famiglia. La mia maestra ci dice che leggere fa aumentare la fantasia ed impariamo tante cose. Ha proprio ragione. Quasi quasi, le faccio fare il vice sindaco.

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